Cardamomo, il primo tablao di flamenco 100% inclusivo al mondo
17/04/2026
Il tablao Cardamomo di Madrid diventa il primo al mondo 100% inclusivo con il progetto “Flamenco sin barreras”
Lo storico tablao madrileno Cardamomo è diventato il primo al mondo a offrire un’esperienza pienamente inclusiva grazie a "Flamenco sin barreras", un innovativo progetto di accessibilità sensoriale rivolto a persone con disabilità visiva e uditiva.
L’iniziativa è stata presentata ieri, 16 aprile 2026, in un evento condotto dall’attrice e giornalista Patricia Bonet, che ha illustrato la portata del progetto. All’evento hanno partecipato gli artisti Antonio Canales, La Flaka, Claudia de Utrera e Karime Amaya, oltre a Juan Melgar, direttore del Centro di Coordinamento delle Industrie Culturali del Ministero della Cultura.
Un progetto pionieristico di accessibilità sensoriale
"Flamenco sin barreras" è stato possibile grazie al lavoro di gestione e consulenza tecnica della ONCE e alla collaborazione di ILUNION Accesibilidad, impresa specializzata nella progettazione di ambienti, servizi e prodotti accessibili con una visione a 360º. Insieme al team del tablao, queste organizzazioni hanno implementato tecnologie all’avanguardia per eliminare le barriere sensoriali e permettere a chiunque di sentire l’emozione del flamenco in condizioni di pari opportunità.
La proprietaria di Cardamomo, Ivana Portolés de Val, ha sottolineato la dimensione sociale dell’iniziativa: “Questo progetto è stato un viaggio straordinario con un finale che ci rende molto felici: portare il flamenco all’intera società. Non ci viene in mente un’eredità migliore. Abbiamo trasformato il tablao in uno spazio sensoriale completo e il flamenco in un’arte accessibile e universale”.
Da parte sua, il direttore generale del tablao, José Díaz, ha evidenziato che la proposta ha avuto il sostegno dei Fondi FESR attraverso il Programma per la Ripresa, la Trasformazione e la Resilienza. “Uniamo arte e tecnologia affinché il flamenco possa essere vissuto attraverso tutti i sensi ed essere apprezzato da tutte le persone”, ha affermato.
La specialista in cultura e lifestyle Ana González Arenas, collaboratrice della ONCE e promotrice del progetto, ha messo in risalto l’origine emotiva dell’iniziativa:
“Il flamenco si sente con l’anima, non con gli occhi. L’idea è nata da una notte folgorante al Cardamomo, quando abbiamo capito che la magia della chitarra, del cajón e dello zapateado si percepisce nel cervello e nel cuore. Era giusto creare uno spazio in cui quel ‘duende’ fosse accessibile a tutti”.
Un Ecosistema di Accessibilità per vivere il flamenco
Durante la presentazione è stato presentato l’Ecosistema di Accessibilità, un insieme di risorse in cui la tecnologia è al servizio dell’arte. Comprende:
- Percorso Sensoriale: cinque punti tattili affinché le persone con disabilità visiva possano esplorare lo spazio e il costume flamenco. Modellini di un abito, uno scialle, scarpe da flamenca, chitarra e nacchere permettono di comprendere questi elementi in modo aptico.
- Accessibilità uditiva, attraverso due strumenti chiave:
- Anello magnetico di ultima generazione, che offre un suono nitido e diretto agli utilizzatori di apparecchi acustici o impianti cocleari.
- Gilet Subpac, dispositivi aptici che trasmettono le vibrazioni del ritmo, del taconeo e delle frequenze dello spettacolo, permettendo alle persone sorde di sentire il flamenco con il proprio corpo.
L’emozione del flamenco messa alla prova
La presentazione si è conclusa con le esibizioni dei bailaori Paula Rodríguez e José Escarpín, una dimostrazione pratica delle nuove misure di accessibilità. L’evento si è chiuso con una Sevillana unica interpretata da José Galán e dalla sua allieva Lola García-Baquero, che ha messo il sigillo a una giornata storica per l’inclusione nell’arte del flamenco.
Fonte: Mareaglobal.com

Scarpe e nacchere - Mareaglobal.com

Patty Bonet e Antonio Canales alla presentazione - Mareaglobal.com

Esibizione di Paula Rodríguez alla presentazione - Mareaglobal.com